
“ Ieri sera, proprio alla vigilia della giornata della memoria, è mancato Emanuele Luzzati, scenografo teatrale, illustratore di fama internazionale, costumista, scrittore, ceramista e direttore artistico, con Tonino Conte, del Teatro della Tosse. Proprio oggi avrebbe dovuto ricevere il "Grifo d'Oro", il massimo riconoscimento del Comune di Genova.
Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, lo ricorda con queste parole:
"E’ uscito di scena silenziosamente così come amava fare nella vita. Emanuele Luzzati ha vissuto sempre sullo sfondo della nostra città, facendone intrinsecamente parte e regalando la sua creatività e la sua intelligenza all’umanità. Ci sono persone che vanno oltre qualsiasi confine e lui era tra queste: un grand’uomo -delicato, profondo, generoso e geniale- che aveva salvaguardato un candore sempre più raro e lo aveva saputo tradurre in pura arte, con il suo tipico e inconfondibile segno e il suo amore per la vita e per i colori. Se n’è andato nella casa che amava, nella sua Genova, in un momento significativo per tutto il mondo e per lui in particolare: oggi sarebbe stata la sua giornata, dedicata a lui, scelta, non a caso, per rendere omaggio e onore a questo nostro universale artista."
Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando aggiunge: “"Limpida figura della nostra cultura offerta all'Italia e al mondo, maestro instancabile, ci ha lasciato una grande e preziosa produzione artistica. Ci mancheranno molto la sua disponibilità, la sua gentilezza e la sua grande umanità"
Era nato a Genova nel 1921 e alla sua città è sempre rimasto profondamente legato. Ha sempre detto di trovare in Genova, dove si entra dai tetti delle case e si esce giù per le strade ripide, labirintica come un bosco, la fonte di ispirazione dei suoi lavori. "Tutte le volte che esco dall'ascensore del quartiere di Castelletto e guardo fuori - disse - mi stupisco, perché vedo sempre qualcosa di nuovo".
Costretto a fuggire a Losanna in seguito alle leggi razziali, Luzzati aveva esordito nel 1944, l'anno del suo diploma all'Ecole des beaux Arts.
Si è occupato dell’illustrazione di molti libri per l’infanzia, producendo alcune opere di cui è autore anche del testo letterario (“Tarantella di Pulcinella”, “I tre fratelli”) e illustrando le fiabe italiane di Italo Calvino nonché diversi testi e filastrocche di Gianni Rodari. Ha esposto alla Biennale di Venezia del 1972, e nel 1975 ha fondato insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo il Teatro della Tosse di Genova, per il quale ha realizzato un’infinità di spettacoli.
Sapeva usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali.
La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, che parla il linguaggio universale dell'infanzia, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati del nostro tempo. ”

…Quante coincidenze in questi giorni… anche Angiolino è nato nel 1921, anche lui ha attraversato la vita in punta di piedi, con la delicatezza, la disponibilità, la gentilezza e la profonda umanità che i grandi uomini possiedono.




