"Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)" "Todas las personas mayores han comenzado por ser niños (pero pocas de ellas lo recuerdan)” “All grown-ups were once children (although few of them remember it)” [Antoine De Saint-Exupéry]

sabato 27 gennaio 2007

Nella memoria... Emanuele Luzzati

Angiolino oggi ha portato una triste notizia nel B o S c H e T T o:


“ Ieri sera
, proprio alla vigilia della giornata della memoria, è mancato Emanuele Luzzati, scenografo teatrale, illustratore di fama internazionale, costumista, scrittore, ceramista e direttore artistico, con Tonino Conte, del Teatro della Tosse. Proprio oggi avrebbe dovuto ricevere il "Grifo d'Oro", il massimo riconoscimento del Comune di Genova.

Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, lo ricorda con queste parole:
"E’ uscito di scena silenziosamente
così come amava fare nella vita. Emanuele Luzzati ha vissuto sempre sullo sfondo della nostra città, facendone intrinsecamente parte e regalando la sua creatività e la sua intelligenza all’umanità. Ci sono persone che vanno oltre qualsiasi confine e lui era tra queste: un grand’uomo -delicato, profondo, generoso e geniale- che aveva salvaguardato un candore sempre più raro e lo aveva saputo tradurre in pura arte, con il suo tipico e inconfondibile segno e il suo amore per la vita e per i colori. Se n’è andato nella casa che amava, nella sua Genova, in un momento significativo per tutto il mondo e per lui in particolare: oggi sarebbe stata la sua giornata, dedicata a lui, scelta, non a caso, per rendere omaggio e onore a questo nostro universale artista."

Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando aggiunge: “"Limpida figura della nostra cultura offerta all'Italia e al mondo, maestro instancabile, ci ha lasciato una grande e preziosa produzione artistica. Ci mancheranno molto la sua disponibilità, la sua gentilezza e la sua grande umanità"

.

Era nato a Genova nel 1921 e alla sua città è sempre rimasto profondamente legato. Ha sempre detto di trovare in Genova, dove si entra dai tetti delle case e si esce giù per le strade ripide, labirintica come un bosco, la fonte di ispirazione dei suoi lavori. "Tutte le volte che esco dall'ascensore del quartiere di Castelletto e guardo fuori - disse - mi stupisco, perché vedo sempre qualcosa di nuovo".

Costretto a fuggire a Losanna in seguito alle leggi razziali, Luzzati aveva esordito nel 1944, l'anno del suo diploma all'Ecole des beaux Arts.
Si è occupato dell’
illustrazione di molti libri per l’infanzia, producendo alcune opere di cui è autore anche del testo letterario (“Tarantella di Pulcinella”, “I tre fratelli”) e illustrando le fiabe italiane di Italo Calvino nonché diversi testi e filastrocche di Gianni Rodari. Ha esposto alla Biennale di Venezia del 1972, e nel 1975 ha fondato insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo il Teatro della Tosse di Genova, per il quale ha realizzato un’infinità di spettacoli.

Sapeva usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali.

La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, che parla il linguaggio universale dell'infanzia, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati del nostro tempo. ”

…Quante coincidenze in questi giorni… anche Angiolino è nato nel 1921, anche lui ha attraversato la vita in punta di piedi, con la delicatezza, la disponibilità, la gentilezza e la profonda umanità che i grandi uomini possiedono.




martedì 9 gennaio 2007

Scatole, scatoline, scatolone...1

Cucu! Oggi vi propongo un'altra bella pagina di Antoine De Saint- Exupéry... :

"Cosi’ ho trascorso la mia vita solo, senza nessuno cui poter parlare, fino a sei anni fa quando ebbi un incidente col mio aeroplano, nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me ne’ un meccanico, ne’ dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto.
Era una questione di vita o di morte, perche’ avevo acqua da bere soltanto per una settimana.
La prima notte, dormii sulla sabbia, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana. Ero piu’ isolato che un marinaio abbandonato in mezzo all’oceano, su una zattera, dopo un naufragio.
Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all’alba da una strana vocetta: “Mi disegni, per favore, una pecora?”
“Cosa?”
“Disegnami una pecora”.

Balzai in piedi come fossi stato colpito da un fulmine.
Mi strofinai gli occhi piu’ volte guardandomi attentamente intorno.
E vidi una straordinaria personcina che mi stava esaminando con grande serieta’.
Ora guardavo fisso l’improvvisa apparizione con gli occhi fuori dall’orbita per lo stupore.
Dovete pensare che mi trovavo a mille miglia da una qualsiasi regione abitata, eppure il mio ometto non sembrava smarrito in mezzo alle sabbie, ne' tramortito per la fatica, o per la fame, o per la sete, o per la paura.
Niente di lui mi dava l’impressione di un bambino sperduto nel deserto, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana.
Quando finalmente potei parlare gli domandai: “Ma che cosa fai qui?”
Con tutta risposta, egli ripete’ lentamente come si trattasse di cosa di molta importanza:
“Per piacere, disegnami una pecora…”
Quando un mistero e’ cosi’ sovraccarico, non si osa disubbidire.
Per assurdo che mi sembrasse, a mille miglia da ogni abitazione umana, e in pericolo di morte, tirai fuori dalla tasca un foglietto di carta e la penna stilografica.
Ma poi ricordai che i miei studi si erano concentrati sulla geografia, sulla storia, sull’aritmetica e sulla grammatica e gli dissi, un po’ di malumore, che non sapevo disegnare. Mi rispose:
“Non importa. Disegnami una pecora…”

Non avevo mai disegnato una pecora e allora feci per lui uno di quei disegni che avevo fatto tante volte: quello del boa dal di dentro; e fui sorpreso di sentirmi rispondere:
“No, no, no! Non voglio l’elefante dentro il boa. Il boa e’ molto pericoloso e l’elefante molto ingombrante. Dove vivo io tutto e’ molto piccolo. Ho bisogno di una pecora: disegnami una pecora”. Feci il disegno.

Lo guardo’ attentamente, e poi disse: “No! Questa pecora e’ malaticcia. Fammene un’altra”.
Feci un altro disegno.

Il mio amico mi sorrise gentilmente, con indulgenza.
“Lo puoi vedere da te”, disse, “che questa non e’ una pecora.
E’ un ariete. Ha le corna”.
Rifeci il disegno una terza volta, ma fu rifiutato come i precedenti.

“Questa e’ troppo vecchia. Voglio una pecora che possa vivere a lungo”.
Questa volta la mia pazienza era esaurita, avevo fretta di rimettere a posto il mio motore. Buttai giu’ un quarto disegno.
E tirai fuori questa spiegazione:
“Questa e’ soltanto la sua cassetta. La pecora che volevi sta dentro”.

Fui molto sorpreso di vedere il viso del mio piccolo giudice illuminarsi. “Questo e’ proprio quello che volevo.
Pensi che questa pecora dovra’ avere una gran quantita’ d’erba?”
“Perche’?”
“Perche’ dove vivo io, tutto e’ molto piccolo…”
“Ci sara’ certamente abbastanza erba per lei, e’ molto piccola la pecora che ti ho data”.
Si chino’ sul disegno:
“Non cosi’ piccola che – oh, guarda! – si e’ messa a dormire…
E fu cosi’ che feci la conoscenza del piccolo principe."

Le parti in grassetto per me sono eccezionali: perchè i bambini sono così, quando disegnano e quando chiedono ai grandi un disegno. Noi ci preoccupiamo che la pecora sia una pecora, diciamo che non sappiamo disegnare, che non possiamo, che adesso non abbiamo tempo... E abbiamo davvero ragione: ci vuole tempo a disegnare una signora pecora, con tutta quella lana e quei ricci e gli zoccoletti e le orecchiette... Perchè per noi la pecora è la pecora.

E loro, i bimbi? Un cerchio, magari rosso, con due puntini per gli occhi e ta... daaan! La pecora dei loro sogni è lì, sul foglio, e ce la presentano con tanta tanta soddisfazione. Oppure, come per il Piccolo Principe, la pecora addirittura non si vede... perchè è dentro alla sua cuccia!

Loro non sanno maneggiare pennarelli e matite come sappiamo fare noi grandi (e infatti siamo qui apposta per insegnarglielo!), ma noi spesso non sappiamo più maneggiare la fantasia come invece fanno meravigliosamente loro: e anche loro sono qui apposta per ricordarcelo... Solo che troppo spesso abbiamo così pooooco tempo...

Però dai, nel B o S c H e T T o il tempo è quello senza limiti della fantasia, per cui... pensa alla scatola del Piccolo Principe, anzi pensa, immagina la TUA scatola, scatolina, scatolona preferita... e fammi sapere che forma ha, e cosa contiene...

Domani ti mostrerò le mie scatoline, scatolone, scatolette...