Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. Eccovi la copia del disegno.
“Sognavo l’Africa” (Kuki Gallmann)
Spesso, nell’ora del giorno in cui l’erba della savana si vena d’argento, e pallido oro orla i profili delle colline, coi miei cani guido fino al sommo del Mukutan, per guardare il tramonto al di là del lago, e le ombre della sera discendere sopra le valli e pianure dell’altipiano di Laikipia.
“Notte infinita” (Romano Battaglia)
Una notte, non ricordo quale, feci uno strano sogno. Sognai di dover partire in tutta fretta per la Versilia e di correre alla stazione per prendere il treno delle diciassette e quindici, lo stesso che avevo preso tante volte per tornare a casa.
“I pilastri della terra” (Ken Follett)
I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro. Uno strato di neve fresca copriva il paese come una nuova mano di colore e le loro orme furono le prime a intaccarne la superficie immacolata.
“Il mondo nuovo” (Aldous Huxley)
Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l’entrata principale le parole: “Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale” e in uno stemma il motto dello Stato Mondiale: “Comunità, Identità, Stabilità”.
Il romanzo della mia infanzia, invece, comincia così:
“Il soldatino di piombo”
C’era una volta… un bambino che aveva tanti giocattoli riuniti nella stanza dei giochi e durante la notte questi parlavano tra di loro anche se non potevano muoversi. Fu così che tra un soldatino di piombo e una ballerina, anche lei di metallo, nacque una grande simpatia.
Ma non un’edizione qualsiasi, solo quella pop-up, che la mamma mi regalò un giorno, perché il tempo da trascorrere con la nonna passasse più veloce e con più magia… Poi persi quel libriccino, e l’anno scorso l’ho ritrovato, per purissimo caso, in una libreria, ristampato identico a quello che mi aveva fatta sognare da piccola. E così, come il soldatino di piombo per la sua ballerina, anche il “mio” libro è ritornato da me!
Il “romanzo” che prima o poi spero di leggere e conoscere veramente in tutti i suoi personaggi e immagini, simboli e significati, comincia così:
“La sacra Bibbia”
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.
Grazie a Laura (lookingformyworld.wordpress.com) per l’invito, e ora… giro la domanda a te!
E in particolare a… Kikmaster, Filosoffessa, Il boschetto di Barbara e Francesca... Continuate pure nei vostri blog... :D

