"Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)" "Todas las personas mayores han comenzado por ser niños (pero pocas de ellas lo recuerdan)” “All grown-ups were once children (although few of them remember it)” [Antoine De Saint-Exupéry]

lunedì 21 maggio 2007

Ponti

" I ponti indicano il posto dove l'uomo ha incontrato l'ostacolo e non si è fermato"

(dalla... Pieve di Romena- Pratovecchio, Arezzo)


lunedì 14 maggio 2007

La tua fiaba

...Qual' è la tua fiaba preferita, quella che ti è più cara?
E perchè?

Qualche mese fa ho riletto alcune tra le più famose fiabe, in versione ridotta e adattata per i bimbi (Pinocchio, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, Pelle d'asino, Cappuccetto Rosso, il gatto con gli stivali, L'acciarino magico, Biancaneve e i 7 nani, Il brutto anatroccolo, Aladino, La bella e la bestia, Alì babà e i 40 ladroni, Il pifferaio magico, La Sirenetta...).

Ognuna è un piccolo tesoro, con poche semplici immagini e situazioni parla dei temi più importanti e grandi della vita: l'amore, la fedeltà, la speranza, l'amicizia, la fede nella vita nonostante le difficoltà, l'importanza dell'interiorità, del non fermarsi solo alle apparenze.

Mi sono resa conto, confermando i miei "sospetti", che fin da bimba ho sognato i grandi amori... Perchè anche quand'ero piccina le mie fiabe preferite erano quelle con principi e principesse, castelli e fate. E anche adesso, rileggendo tutta quella carrellata di fiabe, mi sono soffermata e ho riletto con più coinvolgimento le storie di Bella e Bestia, della Sirenetta, della Bella addormentata nel bosco... Ma, a pensarci bene, anche quella del Brutto anatroccolo. E del Gobbo ed Esmeralda, e, come raccontavo in un altro post, quella del mio caro Soldatino di Piombo.

Le fiabe... sono come i fiori di campo: umili, semplici, sempre uguali, nella loro semplicità racchiudono la forza gentile, la bellezza cristallina delle cose vere. Che sanno regalare un attimo di pace sempre, senza stancare mai.

giovedì 10 maggio 2007

10 maggio

La mia sera


Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,

le tacite stelle.
Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.

Le tremule foglie dei pioppi

trascorre una gioia leggiera.

Nel giorno, che lampi! Che scoppi!

Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo si tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,

singhiozza
monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.

E ', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.

Dei fulmini fragili restano

cirri di porpora e d'oro.

O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa

nell'ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno

prolunga la garrula cena.

La parte , si piccola, i nidi

nel giorno non l'ebbero intera.

Né io……. e che voli, che gridi ,

mia limpida sera!

Don…don…e mi dicono,Dormi!
Mi cantano, Dormi! Sussurrano,

Dormi! Bisbigliano, Dormi!

là voci di tenebra azzurra…

Mi sembrano canti di culla,

che fanno ch'io torni com'era…

sentivo mia madre… poi nulla…

sul far della sera.

(G. Pascoli)