"Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)" "Todas las personas mayores han comenzado por ser niños (pero pocas de ellas lo recuerdan)” “All grown-ups were once children (although few of them remember it)” [Antoine De Saint-Exupéry]

mercoledì 27 giugno 2007

Il ricordo di papà volontario

Dopo i ricordi di T.M.L. e del suo gigante della montagna, e la casa della Sciura Puntata di Daniela, anche papà volontario partecipa a “Tu nel BoScHeTTO”. Gli lascio subito la parola:

“Una cosa che mi piaceva un sacco fare quando ero piccolo era stare nell'aia della nonna, durante le sere estive, quando tutti insieme ci godevamo il fresco. Gli adulti chiacchieravano del più e del meno, noi piccoli masticavamo un crescione con stracchino e prosciutto. Anche le zanzare cenavano con i nostri polpacci.
Le lucciole spesso lampeggiavano, svolazzando tra i profumi estivi di gelsomino, mora, peri e susini. Se scappava la pipì non si andava al gabinetto dietro casa, dopo quel lungo sentiero talmente buio che nemmeno i lampioni con la loro luce ci arrivavano, era troppa la paura: si andava nella buca dello stabbio dietro la stalla. Lì c'erano però altri odori, anche se le lucciole frequentavano ugualmente”.

papà volontario


E anche questo papà sta regalando ai suoi bimbi ricordi credo magici… Un po' come ha fatto il mio… o quello di Gianluca (anche se, più che magico, quello di Gianluca è un ricordo divertente!)

Mi viene da pensare che oltre alle “donne e motori” si può aggiungere la categoria “papà e biciclette”!

PS: come si può leggere, l’illustrazione non è mia… magari sapessi usare così i colori, e soprattutto… è un periodo che non ho più tempo per disegnare, oltre al fatto che lo scanner mi ha abbandonata… mi dispiace :(

mercoledì 20 giugno 2007

Ricordi lungo la strada

Click on The Road

Come non aderire a quest'iniziativa, Click on the road, che raccoglie le 4 foto più significative scattate lungo la strada, i ricordi immortalati durante il cammino, promossa da Andrea?!

Tutta la vita è un cammino, e le metafore in questo senso non si contano...

E credo che la vita diventi un viaggio ancora più frizzante quando l'andare quotidiano viene interrotto e modificato nel ritmo e nelle attività da brevi o lunghi viaggi, gite, escursioni... stacchi, in poche parole, o riti, come quelli cari al mio amato Piccolo Principe...

Per me era un rito il giro in bici col papà, seduta sul seggiolino, occhialetti e berrettino da pescatore, calzini con il pizzetto e sandalini... scoprire il mondo grazie alle sue gambe, grazie alla sua voce e al suo indice che mi indicava i treni, le farfalle, le ranocchie... E gustare e portare a casa indelebili ricordi di quei pomeriggi, anche grazie alle macchie delle more sulla magliettina di cotone leggero. Le more succose, che ci fermavamo a raccogliere da quel cespuglio che a me pareva nostra esclusiva proprietà...
Una coccinella ogni tanto si poggiava sul ginocchio, un moscerino speleologo invece entrava nella bocca...
E la sosta sul soprapassaggio, a guardare i biscioni elettrici, i biscioni ciuf ciuf scorrere veloci e incrociarsi sotto di noi...
E poi i pedali ci riportavano a casa, all'ora del tramonto, con le manine blu e la vocina che insegnava al papà: "Sai papi quello lì è il maizz..." fremente per insegnare tutte quelle cose anche alla mamma, come una maestrina mignon.

...Che foto ha scattato il tuo cuore nel viaggio che ti ha portato fino a dove sei ora?

venerdì 15 giugno 2007

Miss Potter

...Finalmente!

Lo aspettavo con tanta impazienza, perché al cinema non ero riuscita a vederlo (vicino a casa mia non era nemmeno uscito! Così come 7 Km da Gerusalemme… ma richiudo subito questa dolente parentesi sui film fantasma a causa delle leggi del mercato). Ieri sera ho finalmente sognato e ho sentito le farfalle nello stomaco e persino pianto di rabbia guardando la storia di Beatrix Potter.

Nei primissimi anni del ‘900. Nella Londra bene. A 32 anni. Per tutti, solo una bizzarra zitella, Miss Potter, appunto. Con le pressioni di una madre che voleva “per il suo bene” il matrimonio con un qualche giovane ricco e di nobili origini, non importa se lento e ottuso. In un’epoca in cui era sconveniente per una donna entrare in una tipografia.

Coniglietti, ochette, topini, riccetti, ranocchie… il suo mondo, e i suoi amici. Gli unici per tantissimi anni.

Finchè un giorno incontra chi crede in lei, e la ama così com’è, e la sua vita cambia.

E ancora oggi i suoi libri sono tra i più amati dai bimbi di tutto il mondo.

Beatrix Potter, Maria Montessori, Sibilla Aleramo-Rina Faccio… quante donne straordinarie ci ha regalato l’inizio del ‘900! E quante ce ne donano anche questi anni!

Tutte credevano con passione che la realtà in cui vivevano non fosse l’unica possibile, l’unica giusta, ma fosse solo “una possibilità” di vita a cui loro col sorriso o con le lacrime rispondevano: “No, grazie”.

Amavano fino al midollo ciò per cui lottavano. In ogni singolo giorno.

Spero di riuscire ad esser così forte anch’io. O almeno un po’. A volte ho il terrore di perdere il contatto con la bimba che vive nel mio cuore e nel mio animo. E so che se dovesse succedere sarei perduta.

Perché non sarei più io.

mercoledì 6 giugno 2007

Agli sgoccioli...

Eh sì, sabato 9 giugno le scuole chiuderanno i battenti e si spalancheranno le porte dell'estate!

Com'è cambiata la scuola... Dai libri legati coi lacci di cuoio alle cartelle spaziali, dai grembiuloni col fiocco ai jeans... ma soprattutto, e per fortuna, via le bacchette, i ceci e le orecchie da mulo!

Eppure credo che ognuno conservi in modo indelebile i propri ricordi di scuola: il primo giorno, le maestre più care, i compagni più antipatici, le prime cotte, le poesie da imparare a memoria...

Io ricordo l'astuccio di Snoopy, rosso e blu nel mio primo giorno di prima elemenare, ricordo le ricreazioni sui gradini della vecchia scuola elementare, oggi abbandonata, usata solo come seggio elettorale. Il giorno della quinta elementare in cui, dopo 4 anni, mi decisi a mandare, tramite l'amica più cara, la letterina per dichiararmi al bambino che mi piaceva: due caselline, una per il si e l'altra per il no, come in un referendum, sotto alla domandina "io ti voglio bene... tu? Vuoi metterti assieme a me?".

E le vacanze? I pomeriggi arancioni a fare tutto e niente, a giocare con le cuginette ai "negozianti", a ballare come le ragazze di Non è la Rai, a mangiare panini con la nutella e fonzies, a ricreare gli episodi di Fantaghirò...


Quali sono i ricordi più cari della tua vita scolastica?