potesse raggiungere la conoscenza di se stesso
e incamminarsi nella sua strada forte e fiducioso.
Vorrei che fosse una sosta di pace, di riflessione per ogni viandante che vi giunge,
un posto dove l'ideale diventa realtà
e dove la gioia è il frutto spontaneo"
(G. Vannucci)
Questa poesia è stata scritta per la pieve di Romena, ma esprime meglio di molte altre parole ciò che Sàrmede è stato per me.
Giorni intensi e pieni di incontri, esperienze, sussulti di gioia, e la sensazione, a lungo ricercata per ogni dove, e qui finalmente ritrovata, di pace interiore, di esser speciale e unica solo quando sono quella che realmente sono. Sentire che ero io, Giulia, senza maschere, e che le persone mi vedevano, mi sentivano, proprio così come sono. Sentire la passione scorrere nelle vene, sentire che ogni giornata si tingeva di rubino e bianco, di vita e pace…
Indelebili resteranno i laboratori con i bimbi, le loro vocine che mi chiamavano “maestra”, e che poi mi salutavano per nome se ci incrociavamo in sala mostra o fuori dal Municipio. E per questo, grazie a Maxi e a Dino.
Piene di amore le istantanee della persona che pazientemente mi faceva trovare il pranzo pronto e caldo, a costo di rinunciare ai suoi giorni di riposo, e alla sua passione per le camminate e la fotografia…
Indelebile la chiacchierata con Emilio, ascoltare la sua voce profonda, da Gran Abuelo, dipingere nell’aria i ricordi di Stepan, degli amici e del tempo passato.
Puro sussulto di letizia l’incontro con Laura e il suo f… Un dono, tanto più unico perché così inatteso.
Volti, voci, colori, corse, sorrisi, storie…
Grazie, dalla A alla Z, passando per la K e la L, a tutti. Per tutto.
